La mattina era cominciata bene.
Sette minuti per andare da casa a scuola, sette minuti di curve, un paio di frane, un incrocio antipatico.
Se poi trovo l'intasamento delle mamme che scaricano i loro pargoli dalle loro macchine e tutte, ma proprio tutte, lo vogliono fare praticamente sulle scale della scuola, i minuti diventano dieci, o anche quindici.
Sette minuti che iniziano con Michael Bublè su radioCapital.
Bella questa roba per iniziare la giornata, che bella, penso. Penso che mi dà energia e che dovrei sentirla tutte le mattine appena sveglia.
Quando il deejay dice che il titolo della canzone corrisponde a qualcosa che suona più o meno così, "So che ci sei da qualche parte e che mi stai aspettando, ti incontrerò prima o poi, magari svolto un angolo e ti incontro", sorrido e penso "Eccomi Michael, sto arrivando!" e lo dico anche a voce alta, che a volte mi scappa di parlare da sola.
Poi pubblicità, pubblicità, pubblicità e allora volo su Virgin e ci sono i Doors che con quella tastierina Bontempi uguale identica alla foto su Topolino, quando ero piccola (non so se è così, ma io mi immagino che quel suono sia quello della tastiera Bontempi degli anni '70), ci sono i Doors, dicevo, che suonano quella meraviglia che è
Light my fire e la voce di Jim Morrison da orgasmo. Mentre attraverso il paese sospetto di assomigliare a quei ragazzotti tamarri con la musica sparata a tutto volume fuori dai finestrini che ti si affiancano al semaforo e tu li guardi con disprezzo e disgusto, anche perchè ascoltano roba tipo Gigi D'Alessio. Ma io sto ascoltando i Doors, diffondo per il mondo la musica dei Doors, mica pizza e fichi!
Entro a scuola canticchiando e decido che i miei bambini di quinta devono conoscere i Doors e devono conoscerli subito, quindi prima della verifica li troviamo su youtube e ora ascoltate, pargoli, ascoltate in religioso silenzio.
"Mae', pure a mia mamma piacciono questi qua."
"Davvero Carlo? Sai che non avrei immaginato?"
"Questi qua e i Pooh, mae'"
"Ah, ecco, volevo dire..."
Dopo i Doors, verifica, verifica di scienze, il sistema solare, i movimenti della Terra, l'avvicendarsi delle stagioni.
"Per gli uomini la vita sulla Terra è
facile grazie al sole che ci illumina e ci riscalda."
"Facile... oddio... facile non direi, la vita è
possibile grazie al sole - e a un paio di altre cose - ma facile no."
"Per gli uomini la vita sulla Terra è
facile..."
"E'
possibile, la vita è
POSSIBILE grazie al sole!"
"La vita per gli uomini è
facile grazie al sole che ci riscalda e ci illumina..."
"Ma ancora? La vita
non è facile bambini, la vita per gli uomini non è facile per niente, anzi, direi che a volte è una gran fatica! Quindi smettetela di dire che la vita è facile, ok? Il sole rende la vita
possibile, la rende un po' più piacevole, ma non facile!"
Comunque sono bravi, hanno studiato quasi tutti, credo che siano bravi, secondo me sono stati bravi.
In seconda, dopo la ricreazione, rimango in camicia, che dopo la ricreazione quasi sempre ho caldo.
"Mae', ma ti si vede tutto!!!"
"Tutto cosa, Mattia? Le bretelle della canotta?"
"No mae', un'altra cosa!" e ride
"Cosa?"
"Non te lo posso dire mae'! Mo' lo dico a Alessandro!"
"Lo devi dire a me, Mattia? Cosa mi si vede?"
"Mi vergogno mae'" e ride.
"Mattia, sono una donna e come tutte le donne della specie umana ho un seno. Ora non direi che mi si vede tutto il seno, ma con questa camicia si vede che ho un po' di seno."
E poi sono ingrassata ed ho il wonderbra, sennò col cavolo che mi si notano le tette! Ma questo non lo dico.
Ride Mattia e ridono tutti i maschi ed ho il sospetto che non vada troppo bene.
Alle undici arriva il primo capogiro.
Poi un altro.
E un altro ancora.
Esco fuori dalla classe.
Mi siedo.
Il cuore accelera.
Mi sembra di svenire.
Mi manca l'aria.
Ma non svengo, non svengo quasi mai.
Tremo.
Qualche conato di vomito.
Però la giornata era iniziata bene.
Era andato tutto bene.
Fino a che non ha iniziato a girarmi la testa.
Maestra ansiosa, maestra nevrotica, Elena isterica del cazzo!